Gerardo Rosania: Villa Falcone Borsellino, il caos!

"È stata sgomberata villa Falcone e Borsellino, un bene confiscato alla criminalità organizzata che versava in stato di degrado ! ".
Così qualche giorno fa un Consigliere Comunale di maggioranza.
L'opposizione di sinistra , (quella di destra, stranamente , da qualche mese , sembra essersi liquefatta come neve al sole in questa città) il mondo associazionistico ( che resta la linfa vitale della città di Eboli ), chiedono conto di quello che tristemente rivelano le foto di Villa Falcone/Borsellino: -come mai quello stato di degrado? -Chi doveva controllare quello che è un simbolo della presenza delle Istituzioni in contrapposizione alla criminalità organizzata nel nostro territorio?
Lo fa con uno degli assessori di maggiore caratura :" La Caritas è andata via mesi fa per un motivo preciso : dobbiamo fare dei lavori di ristrutturazione per avere altri 20 posti letto...Di fatto la villa è un cantiere . Capisco che le foto possono avere indotto le persone a pensare ad uno stato di abbandono.La Caritas doveva andare via per lasciare spazio ai lavori".
Alcune osservazioni:
2) La Amministrazione, quindi sapeva che la Villa era stata lasciata dalla Caritas? ( Perché non ha assunto i provvedimenti per evitare che venisse occupata abusivamente e ridotta nello stato di cui alle foto?)
" Massima attenzione"? Lasciando incustodita una struttura come villa Falcone e Borsellino Senza raccordare i tempi fra l'uscita della Caritas e l'inizio dei lavori per i quali , dice ancora l'Assessore : "individuata la ditta vincitrice si procederà alla esecuzione del cantiere".
Quindi ancora non c'è neanche la ditta aggiudicataria?
" Per essere destinata ad attività sociali " dice il Consigliere! Quali? Non è specificato!
" Decideranno le politiche sociali cosa farne . Credo sarà una casa per migranti" . Dice l'Assessore.
Credo? Decideranno ?Ma scusate c'è un progetto? C'è un disegno? C'è una programmazione?
Quella struttura confiscata alla camorra , ha giustamente ricordato Donato Santimone assessore nella mia prima legislatura da Sindaco di Eboli, ce l' andammo a prendere con una vera operazione di polizia , contro tutto e tutti ( parroco compreso!).
Non per sfizio, ma per dare un segnale fortissimo alla criminalità organizzata: le istituzioni democratiche andavano a riprendersi una parte del territorio comunale da anni diventato terra di nessuno.
Quel principio che sottostava, a ben guardare, agli stessi interventi di demolizione delle case abusive, alla adozione del P.U.A.D. per mettere ordine sulla costa, alla approvazione del PRG per ridisegnare l'intera area ( altro che sanatorie!) ; che stava, ancora, dietro gli interventi di riqualificazione che in 4 anni videro realizzare la pista ciclabile, la illuminazione pubblica su tutta la litoranea, la sistemazione degli spartifuoco, delle Provinciali che scendono sulla marina, delle aree oggetto delle demolizioni.
Ma non è così che ne veniamo fuori.
Con pacatezza e , se volete, Senza alcuna intenzione di polemica verso chi oggi amministra , occorre fare un salto di qualità :
Ma a giugno scade il termine fissato dalla Regione.)-Maggiore trasparenza e condivisione degli atti ( non si può parlare di interventi di riqualificazione al Rione della Pace, quando gli stessi abitanti del posto contestano quell' intervento e dopo aver detto ai mercatari del mercato del sabato che lo spostamento era provvisorio.Non si può parlare di riqualificazione del quartiere Pescara quando in quella realtà , così densamente abitata e con problemi sociali antichi , gravi e noti a tutti, si vanno a realizzare altri 56 alloggi e si va a ridimensionare l'unico parco pubblico ( anche esso abbandonato per anni!);-Non si può parlare di sviluppo economico quando non si riesce a convocare un Consiglio monotematico sulla agricoltura ,( che i dati confermano essere una delle nostre maggiori ricchezze ) nonostante u a specifica richiesta e si approva una delibera di Giunta che assomiglia ad un mero adempimento burocratico che nulla aggiunge e nulla toglie alle difficoltà di quel settore.-Non si può parlare di politiche sociali, sempre più importanti e necessarie nella nostra città, come gli stessi i dati del DUP fanno emergere, quando di questa tematica non si parla più e tutto sembra delegata ad una società che ha difficoltà a decollare!E quando non si riesce a dare ad una risposta minimale ad una semplice esigenza di spazi sociali nel centro della città . Con il teatrino della scuola di salita Ripa che potrebbe essere una prima immediata risposta.
Lo dico senza polemica alcuna : occorre voltare pagina.